BIO

Jo Egon, nasce a Trieste nel 1966.

Nel 1985 si diploma all’Istituto Statale d’Arte Nordio di Trieste. 

Nel 1986 si trasferisce a Milano, dove, nel 1989, si diploma in Design della Moda presso l’Istituto Marangoni e dove lavora come designer con un proprio atelier d’alta moda fino al 2000.

Nel 2000 si trasferisce a Padova, dove inizia gli studi di scultura con l’artista Rabarama e pittura con il maestro Epiphani.

Dal 2007, anno di nascita delle sue figlie, ritorna a vivere a Trieste.
Attualmente vive e realizza le sue opere a Monfalcone, in provincia di Gorizia.

Tra le principali partecipazioni ad eventi artistici, si possono citare “Arte Padova”, “Europ’Art” di Ginevra, “Lineart” di Gent in Belgio, e varie collettive in Italia ed all’estero, tra cui due edizioni della Biennale Internazionale Donna al Magazzino 26 a Trieste, nel 2017 e nel 2019.
Partecipa inoltre con installazioni alle edizioni 2017, 2018 e 2019 di  “Grado Isola delle Donne”.

Negli ultimi anni, grazie all’incontro con il gruppo di artisti di AESON, si appassiona alla Land Art e partecipa ad eventi in cui realizza installazioni create con i materiali trovati in natura.
Nel 2016 vince il primo premio al concorso internazionale di Land Art LUPANICA16, indetto dal Comune di Muzzana del Turgnano in provincia di Udine.

Nel 2017 e 2018 studia calcografia presso la Stamperia d’Arte Albicocco a Udine. Nel 2019, partecipa con un’installazione di stampe d’arte all’Esposizione Internazionale di Grafica d’Arte MiniPrintPaese.


Tramite la pittura, la scultura le installazioni e le incisioni, Jo Egon racconta la sua percezione della condizione umana sia interiore, sia in relazione col mondo esterno.

Il viaggio che lei percorre, tra l’ideazione e la realizzazione dell’opera, è incentrato sulla ricerca del mezzo espressivo più adatto alla rappresentazione del suo pensiero, partendo dalle tecniche classiche, fino ad arrivare all’ideazione di nuove soluzioni tecniche ed espressive.

Le sue opere più recenti sono sviluppate sul tema dell’assenza.
Jo Egon rappresenta attraverso una forma vuota, i molti vuoti che si creano sia nella nostra vita che nella società contemporanea.

Vuoti impalpabili, realizzati tramite dei gusci, creati con leggerissimi tessuti plasmati dall’artista, con  pagine di poesie o di libri antichi.

E’ così che nascono le opere come Il Velo di Maya, le Presenti Assenze o le Poesie Perdute.

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